Novecento: Raspelli vs Marchi
Matteo Vigotti ringrazierà a lungo Edoardo Raspelli il quale, nella sua lotta con i mulini a vento di Adrià, gli ha dato una bella stroncatura. Cibo inconsistente, dieta. E, prima di tutto, quel sacchettino tanto odiato, elevato a simbolo del sacrificio della materia prima al freddo calcolo, alla cucina scientifica. Tutti a chiedersi se potesse essere vero, se si servissero pasti davvero così avvilenti, e quindi tutti a prenotare: per ora 1 a 0 per Matteo, e sicuramente Raspelli gli ha dato una mano molto più di Paolo Marchi, che l’ha idolatrato all’istante. Per non saper né leggere né scrivere mi sono buttato nella mischia, e i miei lettori potranno sapere di chi dei due fidarsi (almeno in questo caso). E allora eccolo lì il famigerato cellophane. Il contenuto? Alga nori, verza, buccia di pomodoro, cialda di parmigiano, di pancetta, pop-corn… tutto disidratato, croccantizzato. I profumi e i sapori ci sono, eccome, ma mi fermo qui. Si tratta di un divertissement, uno snack da non stigmatizzare né dogmatizzare. E se proprio siete tradizionalisti i finissimi grissini tirati come gli spaghettini ramen giapponesi fanno per voi. Sono difficili da afferrare ma il gioco è quello…
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Ristorante Novecento
Via Bonomi, 13
28046 Meina (NO)
0322-669600
Si spendono sulle 80-90€ a testa
La location:
Lasciata la macchina nel parcheggio dell’adiacente asilo (non se sia aperto anche la sera, ma io mi occupo di ristoranti, non di viabilità), il ristorante vi accoglierà col suo candore spezzato da decorazioni e suppellettili futuristico-fusion e la sua colonna sonora afro-techno-jazz… finalmente un sottofondo diverso, cominciavo a pensare che i ristoratori rubassero i cd con le basi nei camerini prova dell’Upim. Un piccolo soggiorno, una sala in cui si può sbirciare in cucina dalla porta trasparente, tutto molto chic. I sassi nel lavandino in bagno danno l’impressione di essere alle terme. Ovviamente non rubateli. Dopo una capasanta scottata con favette fresche e una pappa al pomodoro con baccalà mantecato, iniziamo.
Il rancio
Tonno in scatola con purè di melanzane alla melissa e pomodori secchi
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Funziona così: a seconda di quanto si affonda col cucchiaio di plastica, pomodori secchi o melanzana offrono diversi contrappunti alla tartare di tonno. P.s.: a Vigotti piacciono i richiami alla cucina industriale. Non solo tonno in scatola ma anche 4 salti in padella, ovomaltina; non vi rovinerò la sorpresa di scoprire cosa sono.
Finta paniscia novarese con scampi e mortadella di fegato
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E’ un piatto un po’ strano, che và affrontato sapendo ciò a cui si và incontro. C’è una base neutra, sciapa di semolino su cui galleggiano i vari ingredienti che compongono il piatto: fagioli, formaggio, sale, scampi, mortadella di fegato, verza, ognuno dei quali interagisce a suo modo col resto. Bisogna sapersi orientare. Grande varietà di sapori, più monotono sulle consistenze.
Lombo di agnello gratinato alle mandorle e menta con spatzli al caffè
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A questo piatto siamo arrivati allo sfottò con il bravo responsabile di sala: “Che pane servo col suo piatto diafano, inconsistente, per sdentati?” risposta: “Di segale, sono a dieta”.
Mascarpone all’eucalipto, aceto balsamico e frutto della passione
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Al dolce si arriva dopo una crème brulé al pistacchio di Bronte e un più-spagnolo-non-si-può tuorlo di mango. Un dolce così buono che mi ha fatto passare il mal di gola. Davvero. E il frutto della passione ha la consistenza del fruttino di mela cotogna.
Gli optional:
I formaggi di Guffanti di Arona sono strepitosi
C’è la carta delle acque
Considerazioni finali
Qui a Meina non brilla nessuna stella, e nemmeno una segnalazione da parte della Michelin. Secondo me, qui ci andrebbero una stella e mezzo. Non me ne voglia Raspelli, ma per stavolta ha vinto Marchi.
Giudizo Itadakimasu
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Io lo odio il Novecento: mia moglie lo ha eletto a suo ristorante preferito. E, quando devo farmi perdonare, devo portarla a cena là. Dato il prezzo, devo comportarmi bene. Cosa odiosa. In ogni caso, piace anche a me. Raspelli? Ma Raspelli ha le sue idee. Guai, però, a confondere opinioni con verità. A lui piace la cucina rustica, tradizionale; ad altri no. A volte si ha la pretesa di diventare dio.
Ciao
Scritto da riccardo milan, il 23 Maggio, 2006 at 16:32
Guarda, fossi in te maltratterei tua moglie da mane a sera. Detto questo, il problema viene tutto dalla Spagna: il guaio non è confondere le opinioni ma non farsene di vere trombando o adorando per partito preso tutto quello che inventano là. E dire che tante cose, nelle mani sbagliate, diventano cazzate…
Scritto da Massimo De Marco, il 23 Maggio, 2006 at 16:47
Matteo Vigotti è lo chef del ristorante Novecento di Meina (con l’accento grave sulla e, non sulla i), in provincia di Novara. Inizia sulle navi da crociera, poi Ducasse, Adrià, arriva a New York e finisce a Milano: alberghi…
Scritto da itadakimasu, il 22 Ottobre, 2006 at 00:20