Sapore di mare: Da Nadia
Sfogliando a scrocco la guida “Tutto Pesce” in libreria, mi sono stupito nel non trovarlo
segnalato. Eppure, “Da Nadia” è un vero monumento al pesce che la signora Nadia Vincenzi ci ha fatto il favore di erigere nel mezzo della campagna Bresciana. Qui il pescato arriva tutti i giorni dall’Adriatico, e la loquace patrona lo aspetta armata di un ottimo olio extravergine, un po’ di prezzemolo, aglio, una mano celestiale per le fritture e una griglia a carbone di legna che dà risultati favolosi. Niente di più. Il pane e la pasta sono fatti in casa, se vorrete condire a vostro piacimento il fragrante crudo potrete macinare il sale rosa dell’Himalaya… direi che questo non è rispetto della materia prima, ma religiosa adorazione.
La vittima:
Ristorante “Da Nadia”
Via Campagna, 15 Castrezzato (BS)
030-7040634
Aperto solo la sera dal martedì alla domenica
Per la mia abbuffata ho speso 75€, ma per una persona normale 50 bastano e avanzano
La location:
Il casolare che ospita il ristorante è veramente in mezzo al nulla. Nel periodo in qui la melga (il mais dalle mie parti) è alta, non potrete nemmeno vederlo da lontano. La frazione Campagna è una via in cui non si passa per caso, se volete arrivare fin qui date un’occhiata a una cartina. Fortunatamente c’è un parcheggio. L’unica sala che vi accoglierà è colorata con le tinte pastello dell’arancione, la luce è soffusa, i tavoli ben distanziati. Accomodatevi sulle poltroncine di paglia e Nadia in persona verrà ad accogliervi, concordando con voi il menù, quali pesci preferite e cotti come, sempre che li vogliate cotti.
Il rancio:

Se lo volete, si apre con il crudo (d’estate più limitato), tonno, spada, scampi, l’ostrica sul letto di ghiaccio. E poi granseola al vapore, canestrelli (chiamati col loro nome, non spacciati per capesante una buona volta) e capasanta gratinata, l’aereo, croccantissimo fritto di saltarelli, le vongole in bianco con tanta puccia in cui bagnare le bruschette. Celestiale, anche se il nome è un po’ kitsch, il piatto tricolore con calamaretti, gamberi, filettini di orata tutti al vapore accompagnati da spinaci freschi e un po’ di pomodoro. I piatti colorati con tre mayonesi diversi li lasciamo a qualcun altro, ok? Nota stonata la molliccia, inconsistente polpetta di gamberi.
Il premio primi ai lussuriosi tagliolini con scorfano, pannocchie e sugo di calamaretti, serviti anche con una morbida polenta. La zuppa di farro ai pesci di scoglio è un po’ liquida, ma piacevolmente piccantina.
Arrivano in tavola gli strumenti da ginecologo.
Giusto per poter infierire sul grasso scampone, la ranetta pescatrice intera, gli scampetti, i calamari… leggermente gratinati, profumati di legno…

Considerazioni finali:
A Castrezzato non si verrà più solo per Cavalli strumenti musicali. Se non ne potete più di branzini d’allevamento e gamberi decongelati dell’Ecuador, è il posto che fa per voi.


