Lidolido: buonobuono!
Se i gastro-rompiballe come chi scrive possono, al giorno d’oggi, aver modo di soddisfare le loro voglie anche sulla riviera romagnola, molto devono a Vincenzo Cammerucci. Uno che, dopo la benedizione Marchesiana, in tempi non sospetti (1991) ha voluto predicare nel caotico, rutilante deserto di Cesenatico col suo Bistrot Claridge, dalle cui cucine è uscito anche un certo Marco Bistarelli. Poche comparsate fuori dalla cucina, zero protagonismo e tanta abnegazione che ne hanno fatto un esempio per l’ondata di giovanotti che si stanno dando da fare tra Riccione, Rimini e Cattolica; chissà quale sarà la sua opinione in merito visto che tra questi c’è chi opta più per il ruolo di chef mediatico piuttosto che per quello di indefesso spadellatore… ma ora via col contributo sul LidoLido, sua creatura dal 1996.
La vittima:
RISTORANTE LIDO LIDO
Via Ferrara, 12 - Cesenatico
TEL 0547.67.33.11
Si spendono 50/60€ bevande escluse ma i menù degustazione partono da 30€.
Colonna sonora: Richard Ashcroft – Music is power

La location:
Quando Gigi e Andrea andavano a Cesenatico per nascondere ad amici e amichette il fatto che fossero troppo squattrinati per andare ad Acapulco (Non scervellatevi: il film è Acapulco prima spiaggia a sinistra), l’appendice marina di Cesena aveva tutta un’altra aria: rustica, paesana, romagnola. L’ho vista per la prima volta in quest’occasione e posso dire che Via Ferrara mi ha intimidito… luci, motorini, negozi, alberghi, tra lo sgangherato, il popolare, lo chic e il pacchiano. Lasciate qui la macchina e infilatevi nella piccola traversa di via Carducci e il regno di Cammerucci si parerà davanti a voi. C’è il bar Lido e il relativo hotel la cui hall dovrete attraversare per abbandonare definitivamente il riviera lifestyle ed accomodarvi, se la stagione lo permette, nel dehors, cinto di piante e coperto da strani teloni con motivi che fanno un po’ Pocahontas. Ah, il cell mi ha abbandonato sul più bello… perdonatemi per le foto.

Il rancio:
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Ho optato per il gran menù di pesce, 6 portate, 60€. La carta dei vini si apre con le birre della Paul Bricius & Co., una birreria artigianale di Ragusa. Con il pesce propongono la Special Ale (14€ la 75cl, 11€ su inboccaalluppolo.com) e io mi fido. Si rivelerà una birra un po’ strana, moderatamente luppolata (e quindi poco amara, per dirla in italiano), tuttavia i 6° alcolici si fanno sentire. Si parte. |
Leccia cruda con rabarbaro in agrodolce
Angolo del secchione n°1: la leccia è un pesce simile alla ricciola. La leccia è azzurrina, la ricciola color carta di Mon Chery. E’ un carpaccino classico, buono il pesce, delicato l’olio, non invadente il rabarbaro. Un aperitivo leggero, andiamo oltre.
Pescatrice cruda con panzanella di burghul
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Angolo del secchione n°2: il burghul è un grano macinato tipico della cucina araba, somiglia un po’ al cuscus. Doppia suggestione etnico-marchigiana per questo piatto… abbiamo già parlato del burghul, altrettanto interessante la parte agra del piatto data dal pomodoro acerbo, tipica, in alternativa ad un spruzzata di aceto nel soffritto, dei brodetti di quelle zone.
Fiori di zucca ripieni di orata con salsa cruda di pomodoro
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Nonostante i cubetti di zucchina, risulta un po’ monotono in termini di consistenze e il 3°-4° fiore sembrano già “di troppo”. Il ricco sapore dell’orata potrebbe permettere più audacia nella salsa.
Maniconi con erbette di campo, mazzancolle e sogliola arrostita
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Qualcosa di più interessante della sua apparenza di pasta col pesce. I manicomi, tenuti indietrissimo in cottura se la giocano quasi come parte croccante del piatto tra i sapidi filetti di sogliola e la dolcezza delle mazzancolle. Aggiungete abbondante puccina, e voilà, il piatto che vale il viaggio.
Spiedino di palamita con melanzana e mentuccia
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Al di là della qualità del pesce, stupisce la consistenza delle melanzane, fondenti anche nella buccia.
Bavarese di cioccolato bianco con cuore pralinato, salsa all’arancia e fave di cacao
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Ma avete letto cos’è? Un dolce sontuoso, di grande equilibrio e delicatezza inaspettata. L’aerea spuma di cioccolato bianco si concede con gran lussuria alla mandorla e all’arancia, con mia grande soddisfazione.
Gli optional
C’è la carta delle acque e quella dei caffè, se volete assaggiare qualcosa richiedetele o accontentatevi dell’acqua purificata e del caffè standard.
I formaggi di San Patrignano sono stupefacenti: provate l’esauriente selezione, dallo squaquerone al fossa.
Giudizio itadakimasu
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Un punto di riferimento in riviera, prima di lasciarvi andare al trendy passate di qui.




Ciao, bello il tuo stile, complimenti.
Sono stato al LidoLido un mesetto fa e ho preso anch’io il degustazione. Dei piatti che hai preso tu ho provato la pescatrice con il burghul e per me quello e’ stato il piatto migliore, molto equilibrato. A nessuno del mio tavolo e’ invece piaciuto lo spiedino, la mentuccia era esagerata e sovrastava ogni altro sapore. Per il resto una esperienza comunque soddisfacente. Strabuono il caffe’, il migliore bevuto quest’anno.
ciao
miogo
Scritto da miogo, il 18 Settembre, 2006 at 20:26
Piaciuto il caffè? Magari te lo sei segnato pure tu, in caso contrario ti farà piacere sapere che la carta dei caffè è di Leonardo Lelli
http://www.caffelelli.com/
Ciao e alla prossima!
MdM
Scritto da Massimo De Marco, il 22 Settembre, 2006 at 21:15
Ciao, complimenti per la citazione fatta sui mitici Gigi e Andrea! Io ho dedicato un blog a loro:
http://www.andrearoncato.splinder.com/
Vieni a visitarmi?
Ledea
Scritto da Ledea, il 28 Dicembre, 2006 at 19:14