Mi vergogno di essere italiana
Mi vergogno di essere italiana, stasera, e il mio ragionamento parte dal cioccolato, per la precisione da “La fabbrica del cioccolato” di quel grande che è Roald Dahl. L’ho già detto: trovo quel libro troppo zuccheroso. Ma è ben scritto, proprio perché Dahl è un grande. Prendete quando il piccolo, affamato e infreddolito Charlie trova nella neve una moneta da mezza sterlina, e la spende in due tavolette di Cioccocremolato Delizia Wonka al Triplogusto, soltanto impercettibilmente segretamente sperando (e alla seconda tavoletta la speranza si avvererà) di trovare l’ultimo dei cinque Biglietti d’Oro che danno diritto a visitare la segreta fabbrica di cioccolato del signor Willy Wonka. Dal Biglietto d’Oro si dipaneranno le avventure che porteranno Charlie, il ragazzo beneducato dalla povertà, a diventare, lui, il padrone della fabbrica. Ecco, è su tutto questo zucchero che io arriccio il naso.
Comunque stasera penso a Charlie che trepida davanti al bancone, in attesa che il grasso negoziante gli porga la tavoletta in cambio della sua mezza sterlina bagnata. Ho in mente Charlie perché li avrete visti anche voi stasera, nelle vostre città come nella mia, quei grappoli di povericristi appesi alle porte degli uffici postali abilitati a ricevere da domani pomeriggio, martedì, le domande per i permessi di soggiorno legati al “decreto flussi” (1, 2, 3). Tanti Charlie che sperano. Ma qui di zucchero non c’è traccia, e c’è troppo, invece, del sale che si mangia insieme al pane altrui: sperano in una delle 170 mila regolarizzazioni messe in palio dal Governo italiano. Le vinceranno i primi che presenteranno domanda.
Nella mia piccola città si sono messi in coda ieri notte, domenica. In un paese qui vicino hanno cominciato già sabato pomeriggio. Per un cane o un gatto lasciato tre giorni davanti a un uscio chiuso si mobiliterebbe, e giustamente, l’Enpa. Questi qui sono esseri umani, e nessuno che si scaldi.



Anche noi oggi in fila alle poste per chiedere il nulla osta per l’assunzione di due fratelli romeni. Ad oggi abbiamo regolarizzati una quindicina di extracomunitari. Quasi sempre albanesi. E’ andata quasi sempre male con loro. Oggi ci s…
Scritto da Parco dei Buoi, il 14 Marzo, 2006 at 15:52