Non chiamatele bionde

Il mondo delle birre dalla A(bbey) alla Z(wickelbier)

12 Aprile 2007

Birra: alta e bassa fermentazione

Un passaggio fondamentale nella produzione della birra è la fermentazione: l’azione del/i lievito/i caratterizza e contraddistingue le birre. Esistono due tipi di fermentazione: alta e bassa.
Per interi secoli si utilizzarono solo quelli che vengono definiti lieviti ad alta fermentazione. Non si conoscevano le caratteristiche e gli effetti del lievito e si pensava che a dare il “via” alla fermentazione successiva “era solo la schiuma rimasta in superficie raccolta e depositata in una nuova vasca”. In seguito i birrai delle Alpi Bavaresi scoprirono empiricamente che la birra si stabilizzava se mantenuta in luoghi freddi (grotte e rifugi di montagna) e che i lieviti precipitavano nel fondo del recipiente. Nei primi dell’800 gli scienziati cominciarono a capire il comportamento dei lieviti ed iniziarono ad allevare ceppi di lieviti per la bassa fermentazione.
Oggi le tipologie di birre tradizionali come le Trappiste, le Porter & le Stout, le Ale (inglesi e belga), le tedesche come Altbier, Kolsch e le Weizen (frumento) sono e dovrebbero esser prodotte con lieviti ad alta fermentazione. Questa tipologia di lieviti (Saccharomyces cerevisiae) inizia a lavorare e fermentare a temperature calde, tra i 15 e i 25 gradi °C. I lieviti, come “intuirono” nel passato salgono a galla nella parte alta della vasca di fermentazione.
Al contrario, per la bassa fermentazione, i lieviti (Saccharomyces uvarum) rimangono sul fondo della vasca ed iniziano a fermentare e a lavorare a temperature molto più basse, tra i 5 e i 9°C. Anche le temperature di servizio e conservazione cambiano in base alla tipologia di birra. Oltre a determinare il tipo di fermentazione, il lievito è in grado di caratterizzare la birra in ogni suo aspetto, dalla schiuma, agli aromi, alla ricchezza del corpo. Per questo ogni produttore sceglie il proprio tipo di lievito da utilizzare e attinge alle proprie colture di lieviti, talvolta tramandate attraverso le diverse generazioni.
Alta o Bassa fermentazione l’importante è che sia una birra di qualità, non pastorizzata, artigianale…”diffidate dalle imitazioni” e se avete qualche dubbio chiedete pure.
Cheers M.

6 Commenti a “Birra: alta e bassa fermentazione”

  1. Ehiehiehi, manca qualcosa all’appello… e le fermentazioni spontanee? Sono la mia passione!

  2. Eh si pensavo di farne un post ad hoc per le birre a fermentazione spontanea. Grazie per la segnalazione.
    Cheers M.

  3. cosa pensate delle fermentazione analcolica.?

  4. Oltre le 3 fermentazioni “classiche”, alta, bassa e spontanea non ne esistono altre. Per le analcoliche c’è un procedimento specifico per diminuire l’acool ma non si tratta di fermentazione.
    Cheers M.

  5. Innanzi tutto complimenti x la tua cultura birraria, sono Max un appassionato di birra
    ed ho delle informazioni un po diverse, credo che il ceppo piu comune x le basse sia il calbergensis e poi penso che gli aromi non li dia solo il lievito ma l’infinità di spezie che vengono aggiunte al posto del luppolo in molte birre di alta fermentazione. un saluto, Max

  6. Si Max svarione mio, se poi si va di fretta e non si rilegge ciò che si è scritto, non va bene. Cercherò di esser più preciso in futuro, grazie per la segnalazione.
    Il ceppo più comune è proprio il Calbergensis (il nome dovuto al biologo della Carlsberg, il danese Jacob Christian Jacobsen, e grande studioso di microbiologia.) sempre per la BASSA FERMENTAZIONE.
    Cheers, Mirko

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